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Opere senza
tempo

La stampa

Formalmente in occidente la nascita della stampa la si fa coincidere con Johannes Gutenberg, anche se questo non fu che l’ultimo passaggio di un processo durato secoli ed iniziato in Cina intorno al 200 d.C. mediante la stampa su tessuto di ornamenti incisi su blocchi di legno.
Sempre in Cina, in seguito, si svilupparono parallelamente la tecnica dei caratteri mobili (inizialmente d’argilla ed in seguito di metallo) per la stampa di testi e l’utilizzo di lastre di rame per la stampa delle banconote.
L’abilità di Gutenberg nel mettere a punto un processo di stampa veloce ed economico, che potremo definire già industriale, unita alla ormai relativa facilità di approvvigionamento della carta, portò tra la metà del 1400 ed i primi anni del 1500 ad una rivoluzione nella produzione e diffusione dei libri.

L’incisione

Anche per l’incisione, intesa come trasposto su carta del pensiero umano attraverso le immagini, la storia parte da molto lontano e si intreccia indissolubilmente con l’evoluzione della carta e della stampa in generale.
L’incisione si affermò in Europa a partire dal XIV con la tecnica in rilievo dell’incisione su legno denominata xilografia.
Già nel XVI secolo si affermarono nuove tecniche in cavo dette calcografiche e chiamate gergalmente acqueforti, tramite l’utilizzo di lastre metalliche (ferro, rame e più avanti in acciaio) e di reagenti chimici. Queste nuove tecniche permettevano una maggior precisione nel tratto e quindi una più facile rappresentazione della realtà.
Verso la fine del 1700 e i primi del 1800 vede la luce la litografia, una nuova tecnica di stampa tramite una “matrice” di pietra (e successivamente di zinco ed altri metalli), basata su un procedimento fisico-chimico che sfrutta la repulsione fra l’acqua e sostanze grasse. Questa nuova tecnica permetterà una produzione di immagini più veloce ed a costi molto più contenuti rispetto alle acqueforti. Con la progressiva industrializzazione, si affermarono in seguito altre tecniche, alcune utilizzate tutt’oggi, quali l’offset, la rotocalcografia, la serigrafia, fino alla stampa laser dei giorni nostri.

La carta

È stata, ed è tutt’oggi, il supporto più utilizzato per la conservazione e la trasmissione del pensiero umano. Suoi antenati erano materiali quali l’argilla, il legno, l’osso o il metallo finché, grazie alla loro maggior praticità, presero il sopravvento supporti quali il papiro (dal 3500 a.C. circa in Egitto ed in seguito nelle regioni adiacenti il bacino del Mediterraneo) e la pergamena (dal II secolo a.C. circa in Asia Minore).
Formalmente la carta nacque intorno al I secolo d.C. in Cina, la storia spesso si intreccia con la leggenda e narra che l’inventore Cai Lun ebbe l’idea di intrecciare fibre vegetali per ottenere così un materiale leggero, flessibile, economico e resistente. L’idea rimase gelosamente custodita in Cina fino all’VIII secolo, quando approdò in Corea e in Giappone ed in seguito, attraverso il medio Oriente e la Via della Seta, in in Europa.
In Italia la prima cartiera fu fondata nel 1276 a Fabriano.

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